Er congresso de li cavalli

Er congresso de li cavalli
(
Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri Roma 26/10/1871 – Roma 21/12/1950)

Un giorno li Cavalli,
stufi de fa’ er servizzio,
tennero un gran comizzio de protesta.
Prima parlò er Cavallo d’un caretto:
– Compagni! Si ve séte messi in testa
de mijorà la classe,
bisogna arivortasse a li padroni.
Finora semo stati troppo boni
sotto le stanghe de la borghesia!
Famo un complotto! Questo qui è er momento
d’arubbaje la mano e fasse sotto!
Morte ar cocchiere! Evviva l’anarchia!
– Colleghi, annate piano,
– strillò un Polledro giovene
d’un principe romano –
ché se scoppiasse la rivoluzzione
io resterebbe in mezzo a un vicoletto
perché m’ammazzerebbero er padrone.
Io direbbe piuttosto
de presentà un proggetto ne la quale…
– Odia micchi, gras tibbi, è naturale!
– disse un Morello che da ventun’anno
stracinava el landò d’un cardinale –
Ma si ce fusse un po’ de religgione
e Sant’Antonio nostro c’esaudisse… –
L’Omo, che intese, disse: – Va benone!
Fintanto che ’sti poveri Cavalli
vanno così d’accordo
io faccio er sordo e seguito a frustalli!

d’arubbaje = di prenderle
Odia micchi, gras tibbi = Hodie mihi, cras tibi
landò = carrozza chiusa a due cavalli, da "landau"
Sant’Antonio nostro = Sant’Antonio abate, protettore delle bestie

(Da: "Le Favole")

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