Via Appia

Via Appia
(Alfonso Gatto Salerno 17/7/1909 – Capalbio, GR 8/3/1976)

Eterna sera agli alberi fuggiti
nel silenzio: la strada fredda accora
i morti in terra verde: di svaniti
suoni nell’ aria armoniosa odora

vento dorato il mare dei cipressi.
Calma specchiata di monti la sera
immagina giardini nei recessi
tristi dell’ acqua: erbosa primavera

stringe la terra in uno scoglio vivo.
Cade nel sonno docile la pena
dei monti addormentati sulla riva:
sopra la pace luminosa arena.

Nella memoria li depone il bianco
vento del mare: ad alba solitaria
passano in sogno a non toccarsi: banco
del mattino la ghiaia fredda d’aria.

Lode dell’imparare

Lode dell’imparare

(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Impara la cosa più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto
non è mai troppo tardi!
impara l’abc: non basta è vero,
ma imparalo! Non avvilirti!
Comincia! Devi sapere tutto!
Tocca a te prendere il potere.

Impara, uomo all’ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!
Affamato impugna il libro: è un arma.
Tocca a te prendere il potere.

 

Compagno, non temere di chiedere!
Non dar credito a nulla,
Controlla tu stesso!
Quello che non sai di tua scienza
in realtà non lo sai.
Verifica il conto:
tocca a te pagarlo.
Poni il dito su ogni voce,
chiedi cosa significa
Tocca a te prendere il potere.

Cultura

Cultura
(Aharon Shabtai

n. a Tel Aviv, Israele 11/4/1939)

Il segno di Caino non apparirà

sul soldato che spara

alla testa di un bambino

da una collina sopra il recinto

intorno a un campo profughi

poiché sotto l’elmetto

parlando in termini concettuali

la sua testa è fatta di cartone.

D’altra parte,

l’ufficiale ha letto The Rebel1,

la sua testa è illuminata,

per questo non crede

nel segno di Caino.

Ha passato il suo tempo nei musei

E quando punta

il fucile verso il bambino

come un ambasciatore di Cultura,

lui aggiorna e ricicla

le acqueforti di Goya

e Guernica.

 

(1) L’Homme Révolté (The Rebel) di Albert Camus

a cura di ISM-Italia, 18 gennaio 2008

A quest’età

A quest’età
(Carlo Betocchi Torino 23/1/1899 – Bordighera, IM 25/5/1986)

A quest’età la vita che rallenta
si riveste di una grossa corteccia
entro la quale l’anima è non meno
tenera, ma soltanto più solitaria.
Ivi la vita sente e ripensa se stessa
con i medesimi palpiti; ma la dolce
fruizione dei sensi per lei va perdendosi
come in un torbido specchio le immagini.

Maggio 1992

Maggio 1992
(Giovanni Raboni Milano 22/1/1932 – Parma 16/9/2004)
23/5/1992 – Strage di Capaci

Che male t’abbiamo fatto,
che pena vuoi che scontiamo
per appartenerti
come cellule a un cancro,
come inerti petali di rosa
a una rosa piena
di spine?

Sanguinosamente,
oscena mia patria,
procuri indizi,
reperti
di archeologia criminale
agli esperti d’altri millenni,

prepari la scena
d’un processo incelebrabile
se
del sangue di tante stragi
non c’è anima che sia monda
e più invisibile degli occhi della giustizia,
più
orribile di quelli della gorgone
per quanti la sognano
è la faccia dei mandanti

(Dall’«inchiesta in versi» Otto poeti per l’Italia malata pubblicata dal «Corriere della Sera» il 3 febbraio 1993)

Il gatto in un appartamento vuoto

Il gatto in un appartamento vuoto
(Wisława Szymborska n. a Bnin, Polonia il 2/7/1923 – Premio Nobel per la letteratura 1996)

Morire – questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti
strofinarsi contro i mobili?
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
La sera la lampada non è più accesa.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa non accade
come dovrebbe.
Qui c’era sempre qualcuno, sempre,
e poi d’un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Si è cercato sulle mensole
e infilati sotto il tappeto

ma non ha portato a niente.
Si è perfino infranto il divieto
di  entrare nell’ufficio

e si sono sparse carte dappertutto.

Cos’altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere se osa!
Deve imparare che

questo non si fa a un gatto.

Gli si andrà incontro
con aria distaccata

un po’ altezzosi,

come se non lo si vedesse camminando lentamente,
sulle zampe molto offese.
E soprattutto

non un salto né un miagolio.

Almeno non subito.

Vorrei veramente essere morta…

Frammento 96
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Vorrei veramente essere morta.
Essa lasciandomi piangendo forte,
mi disse: "Quanto ci è dato soffrire,
o Saffo: contro mia voglia
io devo abbandonarti."
"Allontanati felice" risposi
"ma ricorda che fui di te
sempre amorosa.
Ma se tu dimenticherai
(e tu dimentichi) io voglio ricordare
i nostri celesti patimenti:
le molte ghirlande di viole e rose
che a me vicina, sul grembo
intrecciasti col timo;
i vezzi di leggiadre corolle
che mi chiudesti intorno
al delicato collo;
e l’olio da re, forte di fiori,
che la tua mano lisciava
sulla lucida pelle;
e i molli letti
dove alle tenere fanciulle joniche
nasceva amore della tua bellezza.
Non un canto di coro,
né sacro, né inno nuziale
si levava senza le nostre voci;
e non il bosco dove a primavera
il suono…

La guerra che verrà

La guerra che verrà

(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente ugualmente.

Non c’è Vascello che eguagli un Libro…

J1263 (1873) / F1286 (1873)

(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
È un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –

Farfalla Azzurra

Farfalla Azzurra
(Hermann Hesse Calw, Germania 2/7/1877 – Montagnola, Svizzera 9/8/1962 – Premio Nobel per la letteratura 1946)

Piccola, azzurra aleggia
una farfalla, il vento la agita,
un brivido di madreperla
scintilla, tremola, trapassa.
Così nello sfavillio d’un momento,
così nel fugace alitare,
vidi la felicità farmi un cenno
scintillare, tremolare, trapassare.