Gracias a la vida

Gracias a la vida

(Violeta Parra 1917-1967)

 

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me dio dos luceros que, cuando los abro,
perfecto distingo lo negro del blanco,
y en el alto cielo su fondo estrellado
y en las multitudes el hombre que yo amo.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado el oído que, en todo su ancho,
graba noche y día grillos y canarios;
martillos, turbinas, ladridos, chubascos,
y la voz tan tierna de mi bien amado.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado el sonido y el abecedario,
con él las palabras que pienso y declaro:
madre, amigo, hermano, y luz alumbrando
la ruta del alma del que estoy amando.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado la marcha de mis pies cansados;
con ellos anduve ciudades y charcos,
playas y desiertos, montañas y llanos,
y la casa tuya, tu calle y tu patio.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me dio el corazón que agita su marco
cuando miro el fruto del cerebro humano;
cuando miro el bueno tan lejos del malo,
cuando miro el fondo de tus ojos claros.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto.
Así yo distingo dicha de quebranto,
los dos materiales que forman mi canto,
y el canto de ustedes que es el mismo canto
y el canto de todos, que es mi propio canto.

1965

 

 

Grazie alla vita

 

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato due stelle che quando le apro
Distinguo perfettamente il nero dal bianco
E nell’alto cielo, il suo fondo stellato
E tra le moltitudini, l’uomo che io amo

 

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato l’udito che in tutto il suo spettro
Registra notte e giorno grilli e canarini
Martelli, turbine, latrati, acquazzoni
E la voce tanto tenera del mio caro amato

 

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il suono, e l’abbecedario
Con le parole che penso e dichiaro
Madre, amico, fratello e luce che illumina
La strada dell’anima di chi sto amando

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il cammino dei miei piedi stanchi
Con loro andai per città e pozzanghere
Spiagge e deserti, montagne e pianure
E la tua casa, la tua strada ed il tuo patio

 

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il cuore, che batte forte
Quando guardo il frutto del cervello umano
Quando guardo il bene così lontano dal male
Quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari

 

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato la risata e mi ha dato il pianto
Così io distinguo gioia e dolore
I due materiali che formano il mio canto
E il canto degli altri che è lo stesso canto
Ed il canto di tutti che è il mio proprio canto

 

 

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Molte cose

Molte cose
(
Erich Fried Vienna, Austria 6/5/1921 – Baden-Baden, Germania 22/11/1988)

Molte cose
possono essere ridicole
per esempio
baciare
il telefono quando
vi ho sentito
la tua voce
Ancora più ridicolo
e triste
sarebbe
non baciare
il telefono
se non posso
baciare te

E per tutto il resto

E per tutto il resto
(Giovanni Raboni Milano, 22/1/1932 – Parma, 16/9/2004)

 

E per tutto il resto, per quello
che in tutto questo tempo
ho sprecato o frainteso, per l'amore
preso e non dato, avuto e non ridato
nella mia ingloriosa carriera
di marito, di padre e di fratello
ci sarà giustizia, là, un altro appello?
Niente più primavera,
mi viene da pensare, se allo sperpero
non ci fosse rimedio, se morire
fosse dolce soltanto per chi muore.

 

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato

(Fernando Pessoa 1888-1935)

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica ed erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

 

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Silenziosamente

Silenziosamente

(A’isha Arna’ut n. in Siria nel 1946)

 

Silenziosamente

ha vissuto.

Silenziosamente

è morta.

Vulva inutile

dissero dopo aver saputo.

Io

sono caduta in ginocchio

innanzi al suo cadavere

le ho lacerato

il sudario

con le unghie

ho scritto sulla sua tomba

qualcosa.

(Da: "Non ho peccato abbastanza", antologia di poetesse arabe contemporanee)

Dateci

Dateci
(Primo Levi Torino 31/7/1919 – Torino 11/4/1987)

Dateci qualche cosa da distruggere,
Una corolla, un angolo di silenzio,
Un compagno di fede, un magistrato,
Una cabina telefonica,
Un giornalista, un rinnegato,
Un tifoso dell’altra squadra,
Un lampione, un tombino, una panchina.
Dateci qualche cosa da sfregiare,
Un intonaco, la Gioconda,

Un parafango, una pietra tombale,
Dateci qualche cosa da stuprare,
Una ragazza timida,

Un’aiuola, noi stessi.
Non disprezzateci: siamo araldi e profeti.
Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi,
Che ci faccia sentire che esistiamo.
Dateci un manganello o una Nagant,

Dateci una siringa o una Suzuki.
Commiserateci.

 

30 aprile 1984

Riunione clericale – Prete

Riunione clericale
(
Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri Roma 26/10/1871 – Roma 21/12/1950)

La sala indove fanno la riunione
è un sito senza lusso e senza boria:
nun c’è che un Papa in sedia gestatoria
e un Gesucristo in croce in un cantone.

 

Don Pietro, er presidente, fa la storia
de come vanno l’organizzazione;
dice: – Co’ li tranvieri va benone,
co’ li scopini è stata una vittoria. –

 

Poi parla de le cariche sociali,
de l’elettori, de l’affari sui,
e de banche e de sconti e de cambiali…

 

De tutto parla meno che d’Iddio,
e forse er Cristo penserà fra lui:
– Se so’ scordati che ce so’ pur’io!

 

1911

(Da: "Ommini e bestie")

 

Prete

(Simone Cristicchi n. a Roma il 5/2/1977)

 

Mi ricordo da bambino mi portavano alla messa,
ed io seguivo la funzione con un’aria un po’ perplessa…
il prete stava in piedi sull’altare col microfono
spiegava i passi del Vangelo con tono monotono
col tempo e con la scusa di giocare all’oratorio
mi infilarono nel mucchio catechismo obbligatorio
perché non sta bene, non puoi essere diverso,
emarginato come pecora smarrita dentro a un bosco…
al di fuori del contesto…

inginocchiati per bene, adesso dì le preghierine
non dubitare mai dell’esistenza del Signore,
lascia stare le tue fantasie sessuali di bambino,
quante volte ti sei masturbato il pistolino?

Il prete in molti casi è un uomo molto presuntuoso,
nonostante l’apparenza di un sorriso zuccheroso,
crede di essere il depositario di una verità assoluta,
ad ogni tua obiezione, lui rigira la frittata!

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia.
La bugia più grande della storia.

La storia della Chiesa è seminata di violenza, di soprusi,
la Santa Inquisizione è prepotenza,
e poi genuflessioni collettive dei politici,
salvezza delle anime, la rendita degli immobili
ma quanti begli affari fate con il Giubileo
e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe
Delle tonnellate di oro e delle vostre banche,
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe
Delle chiese piene d’oro e delle banche…

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia.

Perdonate questo sfogo troppo anti-clericale,
in fondo ognuno è libero di scegliersi la sua prigione,
libero di farsi abbindolare, ipnotizzare,
dal papa, dal Guru, dal capo spirituale
ma la cosa deprimente e che mi butta giù
è vedere quella folla alla Giornata della Gioventù,
la mia sola religione è vocazione per il dubbio , IO
non crederò a qualsiasi cosa dica un

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia
PRETE!

Giordano Bruno a Nola

Giordano Bruno a Nola

(Luigi Simonetti nato a Palma Campania – Napoli il 13/8/1942)

 

Non sono morto.

Non voglio la pietra di un sepolcro.

Voglio vivere nel cuore della terra,

raccolto nel sole,

tra il limite eterno delle cose

e il sorgere immediato del tempo,

senza pianti e senza preghiere.

 

Vorrei che Nola la mia terra,

respirasse l’eternità del tempo

e la vastità dell’universo,

come un mare che inondi di luce

la mia anima, un angolo di pace

in cui la filosofia della natura

si accende come un sole, in un amore

profondo come il rosso dell’aurora,

un’alba nuova, limpida totale,

un sentimento cosmico, immortale.

 

Vedi anche Giordano Bruno di Trilussa

17 Febbraio 2010
"410° Anniversario del rogo infame"
Programma delle celebrazioni

La maschera del cattivo

La maschera del cattivo

(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

 

Sulla mia parete è appesa una xilografia giapponese
La maschera di un demone cattivo, dipinta con la lacca d’oro.
Pieno di compassione vedo
Le gonfiate vene frontali, segno di
Quanto è faticoso essere cattivo.