Lode del dubbio

Lode del dubbio
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956
)

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.
Leggete la storia e guardate 
in fuga furiosa invincibili eserciti. 
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e 
anche se innumerabile era l’Armata salpando, 
le navi che tornarono
le si poté contare.
Fu così un giorno un uomo sull’inaccessibile vetta 
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.
Oh bello lo scuoter del capo 
su verità incontestabili! 
Oh il coraggioso medico che cura 
l’ammalato senza speranza!
Ma d’ogni dubbio il più bello 
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e 
alla forza dei loro oppressori 
non credono più!
Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
Che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno un uomo 
nel libro del sapere lo scrisse.
Forse a lungo là dentro starà e più generazioni 
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza 
e sprezzeranno i sapienti chi non lo conosce.

Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze, 
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere 
gravemente cancella quella tesi.
lntronato dagli ordini, passato alla visita 
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato 
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie 
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode 
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco 
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio. 
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.
Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo 
che la propria casa si costruisce. 
Sono coloro che non riflettono, a non dubitare mai.
Splendida è la loro digestione, infallibile il loro giudizio. 
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi. Se occorre, 
tanto peggio per i fatti. La pazienza che han con se stessi 
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con l’orecchio della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano 
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì 
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave 
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri di navi che affondano. 
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo. 
Dopo aver rilevato, mormorando, 
che la questione non è ancora sviscerata, vanno a letto. 
La loro attività consiste nell’oscillare. 
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua. 
Certo, se il dubbio lodate
non lodate però 
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui 
che non riesce a decidersi! 
Può sbagliarsi ad agire 
chi di motivi troppo scarsi si contenta, 
ma inattivo rimane nel pericolo 
chi di troppi ha bisogno.
Tu, tu che sei una guida, non dimenticare 
che tale sei, perché hai dubitato 
delle guide! E dunque a chi è guidato 
permetti il dubbio!

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