Sulla terra

Sulla terra
(Forough Farrokhzad Teheran, Iran 5/1/1935 – Tafresh, Iran 13/2/1967)

Non ho mai sperato
diventar stella nel miraggio celeste.
Non ho sperato,
come un’anima eletta,
accompagnare angeli silenziosi.
Non mi sono mai separata dalla terra,
non ho mai incontrato una stella.

Sono in piedi, sulla terra.
Il mio corpo: uno stelo d’erba
che, per esistere, succhia
il sole, il vento, l’acqua.

Con i miei desideri,
con il mio dolore,
io sono sulla terra:
voglio l’elogio delle stelle
voglio le carezze del vento.

Guardo dalla mia finestra.
Non sono che l’eco di una canzone:
io non sono eterna.

Di una canzone, cerco solo l’eco,
nel grido di un desiderio
più puro del silenzio del dolore.

Io non cerco il nido
in un corpo steso come la rugiada
sul giaggiolo del mio corpo.

Sul muro della mia vita,
uomini, viandanti,
hanno tracciato ricordi
col nero carbone dell’amore:
un cuore trafitto da una freccia,
una candela rovesciata,
punti pallidi e silenziosi
sulle lettere della follia.
Tutte le labbra
che sfiorarono le mie labbra
hanno creato nella mia notte,
una stella,
che si posava sul fiume dei ricordi.
Perché dovrei invidiare le stelle?

Questa è la mia canzone,
Non ci fu mai niente, prima.

(Da: Un’altra nascita, 1964 – Traduzione di Gina Labriola)

Della stessa autrice: Il vento ci porterà viaPeccatoRinascita

Bando

Bando
(Sergio Corazzini Roma 6/2/1886 – Roma 17/6/1907)

Avanti! Si accendano i lumi
nelle sale della mia reggia!
Signori! Ha principio la vendita
delle mie idee.
Avanti! Chi le vuole?
Idee originali
a prezzi normali.
lo vendo perché voglio
raggomitolarmi al sole
come un gatto a dormire
fino alla consumazione
de’ secoli! Avanti! L’occasione
è favorevole. Signori,
non ve ne andate, non ve ne andate;
vendo a così poco prezzo!
Diventerete celebri
con pochi denari.
Pensate: l’occasione è favorevole!
Non si ripeterà.
Oh! non abbiate timore di offendermi
con un’offerta irrisoria!
Che m’importa della gloria!

E non badate, Dio mio, non badate
troppo alla mia voce
piangevole!

(Da: Libro per la sera della domenica)

Dello stesso autore: Sonetto della neve

Canto senza risposta

Canto senza risposta
(Nichita Stănescu Ploiești, Romania 31/3/1933 – Bucarest, Romania 13/12/1983)

Perché mai ti amerò, donna sognatrice,
che ti avvolgi intorno a me come fumo, come una vite
intorno al mio petto, alle mie tempie,
sempre tenera, sempre ondeggiante?

Perché mai ti amerò, donna delicata
come un filo d’erba che taglia in due
la luna estiva, gettandola in acqua,
divisa da se stessa
come due innamorati dopo un abbraccio?…

Perché mai ti amerò, occhio malinconico,
sole castano che sorgi dalla mia spalla,
trascinando dietro di te un cielo di profumi
con nubi sottili, senza ombra?

Perché mai ti amerò, ora indimenticabile,
che invece dei suoni
metti in fuga intorno al mio cuore
una mandria di puledri dalle criniere ribelli?

Perché mai ti amerò tanto, amore,
vortice di stagioni che colorano un cielo
(sempre diverso, sempre vicino)
come una foglia cadente. Come un respiro appannato dal gelo.

Dello stesso autore: Emozione d’autunnoL’età dell’oro dell’amoreSegno 12

Un bacio alla mia Signora

Un ultimo desiderio

Un ultimo desiderio
(Mihai Eminescu Parigi, Botoșani, Romania 15/1/1850 – Bucarest, Romania 15/6/1889)

Ho un solo desiderio,
Nel silenzio della notte
Lasciatemi morire
Al margine del mare.
Un sonno dolce avrò,
Il bosco vicino
Sulle distese acque
Mi sia il cielo sereno.
Non voglio bandiere,
Né una bara ricca,
Fatemi solo un letto
Di teneri ramicelli.
Nessuno dietro deve piangere,
Solo l’autunno deve dare voce
Alle foglie morte
Che con rumore cadono.
Il fiumicello scorre,
Scivola anche la luna,
Dentro gli aghi dell’abete
Sopra, il tiglio santo
Fa tremare i rami.
Quando non sarò piu vagabondo,
Da allora in poi
Mi accarezzeranno con amore
pensieri lontani.
Stelle che scorgono
Dall’ombra del cedro,
Essendomi amiche
Mi sorridono ancora.
Piange dal dolore
Il canto del mare.
Che io sarò polvere…
Nella mia solitudine.

Dello stesso autore: Che ondeggi

Rosso vivo

Rosso vivo
(Karoline von Günderrode Karlsruhe, Germania 11/2/1780 – Oestrich-Winkel, Germania 26/7/1806)

O rosso intenso,
che il mio amore
sino alla morte t’assomigli,
che non abbia mai a impallidire;
sino alla morte,
o rosso ardente,
che il mio amore t’assomigli.

I vecchi che si ammirano nell’acqua

I vecchi che si ammirano nell’acqua
(William Butler Yeats Dublino, Irlanda 13/6/1865 – Roquebrune-Cap-Martin, Francia 28/1/1939; Premio Nobel per la letteratura 1923)

Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
«Tutto muta,
E a uno a uno noi scompariamo»,
Avevano mani simili ad artigli, e le ginocchia
Contorte come i pruni antichi
Presso le acque.
Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
«Tutto ciò che è bello trascorre via
Come le acque».

Dello stesso autore: Egli desidera il tessuto del cieloLa mascheraLà nei giardini dei saliciQuando tu sarai vecchiaUn campo d’erba

Al fiume

Al fiume
(Edgar Allan Poe Boston, Massachusetts, USA 19/1/1809 – Baltimora, Maryland, USA 7/10/1849)

Bel fiume! Nel tuo limpido flutto
di lucido cristallo, acqua errabonda,
tu sei emblema d’una fulgente
beltà – cuore non disvelato –
piacevole intrico dell’arte
nella figlia del vecchio Alberto;

ma quando la tua onda ella contempla –
che scintilla allora e tremola,
oh, allora il più leggiadro rivo
si fa simile a colui che l’adora:
ché nel cuore di lui, come nel tuo scorrere,
l’immagine di colei è radicata:
in quel cuore che tremola al raggio
di occhi che cercano l’anima.

Dello stesso autore: Annabel LeeI miei incantesimi sono infrantiIl corvoUn sogno

Miopia

Miopia
(Biancamaria Frabotta n. a Roma l’11/6/1946)

Mi presti i tuoi occhi per guardarti?
A chi negheresti una lente nitida sul mondo?
Sui denti scoperti l’urto dell’acqua lustrale
il rimbalzo fra i rami di un volubile raggio
sotto la gronda una rissa di colombe native.
Chiunque vorrebbe i tuoi occhi per guardarsi.

settembre 25, 2011