Tramontata è la luna

Tramontata è la luna
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche la giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

(Traduz. S. Quasimodo)

Della stessa autrice:
All’amataDicono alcuni sulla nera terraInvocazione a VenereLa cosa più bellaLa dolce melaNozzePlenilunioTu… Anima miaVorrei veramente essere morta

Il tordo

Il tordo
(Petr Borkovec n. a Louňovice pod Blaníkem, Repubblica Ceca il 17/4/1970)

Non sono giardiniere ma mi piace
rastrellare e seccare ossi,
poto la corteccia e sfrondo l’erba,
taglio, tolgo. Pioggia o non pioggia.
Gelo o non gelo. Il caffè lo faccio io e
lavoro sodo. Mi porto le pietre e mi piace
lavorare nei ceppi, negli arbusti. E faccio
cose carine di foglie: alberi e rami.

(Da: Poesie d’amore, 2012)

Quel che mi duole

Quel che mi duole
(Fernando Pessoa Lisbona, Portogallo 13/6/1888 – Lisbona, Portogallo 30/11/1935)

Quel che mi duole non è
quello che c’è nel cuore
ma quelle cose belle
che mai esisteranno.

Sono le forme senza forma
che passano senza che il dolore
le possa conoscere,
o sognarle l’amore.

Come se la tristezza
fosse albero e, una ad una,
le sue foglie cadessero
tra il sentiero e la bruma.

Dello stesso autore:
Amo tutto ciò che è statoApri a chi non bussa alla tua portaCampana del mio villaggioGli dèi sono feliciIl mio sguardo è nitido come un girasoleIl ragazzo che ride nella via…Isole fortunateLa stanchezzaMetafisicaNataleNon sono nullaNon sto pensando a nienteOde alla notteRicordo bene il suo sguardoSensazioneSonetto ISonetto VIIITabaccheriaTutte le lettere d’amore sono ridicoleVoglio, avròXLII

Utopia

Utopia
(Vittorio Arrigoni Besana in Brianza, MB 4/2/1975 – Gaza, Palestina 15/4/2011)

Forse non tutti apprezzano i confini
che ci hanno abituato a registrare
con dovizia di carte, il favore
di armamenti pronti a sorprendere
chi ha fame, chi non può permettersi di stare
dove dicono gli altri se non c’è – non c’è –
più di che vivere. E’ un buon motivo
per credere in qualcosa che i trattati
non possono trattare. Se il nome di battesimo
non basta, è dovere di chi spera
– non di chi spara e chi separa –
inventare l’Utopia di una guerriglia
che rende bersaglio dei cecchini
israeliani, a cui puoi opporre solo
un tatuaggio, il tuo restiamo umani,
detto nel sangue, prima che venga maggio,
e sia già in volo.

Crossing

Crossing
(Séamus Heaney Castledawson, Irlanda 13/4/1939 – Dublino, Irlanda 30/8/2013 – Premio Nobel per la letteratura 1995)

Tutto scorre. Anche in un uomo solido,
pilastro di sé e del proprio mestiere,
con tanto di scarponi gialli, bastone, feltro floscio in testa,

possono spuntare le ali ai piedi e farlo lesto,
come un dio da fiera, da erma, bivio o stradone,
patrono di viandanti e psicopompo.

“Sul battello cerca uno col bastone di frassino”,
disse mio padre a sua sorella che partiva
per Londra, “stagli vicino tutta la notte

e sarai in salvo”. Che scorra, scorra pure
il viaggio dell’anima con la sua guida,
ed i misteri di intermediari col bastone!

Dello stesso autore: Chanson d’aventureNon fossi stato sveglioScavandoSchierandosiTutto può accadere

Le nostre mani nell’acqua

Le nostre mani nell’acqua
(Yves Bonnefoy Tours, Francia 24/6/1923 – Parigi, Francia 1/7/2016)

Noi agitiamo quest’acqua. In essa le nostre mani si cercano,
Talvolta si sfiorano, forme spezzate.
Più in basso, è una corrente, è qualcosa d’invisibile,
Altri alberi, altre luci, altri sogni.

E guarda, sono anche altri colori.
La rifrazione trasfigura il rosso.
Era un giorno d’estate? No, è il temporale
Che “cambierà il cielo”, e fino a sera.

Noi immergevamo le mani nel linguaggio,
Vi afferrarono parole delle quali non sapemmo
Che fare, non essendo che i nostri desideri.

Noi invecchiammo. Quest’acqua, nostra trasparenza.
Altri sapranno cercare più nel profondo
Un nuovo cielo, una nuova terra.

Dello stesso autore: Il fulmineIl mirto

Non ci sono demoni

Non ci sono demoni
(Primo Levi Torino 31/7/1919 – Torino 11/4/1987)

Non ci sono demoni, gli assassini di milioni di innocenti sono gente come noi, hanno il nostro viso, ci rassomigliano. Non hanno sangue diverso dal nostro, ma hanno infilato, consapevolmente o no, una strada rischiosa, la strada dell’ossequio e del consenso, che é senza ritorno.

(Da: La ricerca delle radici)

Dello stesso autore:
Canto dei morti invanoCercavo te nelle stelleCuore di legnoDateciHotelsIl superstiteL’approdoLa bambina di PompeiLe pratiche inevaseNulla rimane della scolara di HiroshimaSe questo è un uomo

Bambini lontani

Bambini lontani
(Marina Pratici n. a Viareggio, LU il 16/9/1961)

Sono madre di bambini lontani
dagli sguardi infiniti
dai corpi piegati per mancanza
di pane.
Di bambini mangiati da orchi affamati
comprati per strada
come abiti smessi in squarci
di sole.
Di bambini cresciuti al canto di mitra
tra odore di colla
e voli minati in campi arati
dal loro dolore.
Di bambini dai capelli caduti
per nubi irradiate
con veleni sospesi
sul loro domani.
Di bambini negati
nel corpo e nel cuore
dagli organi strappati,
prigionieri di foto
e di un malo amore.

E vorrei braccia più grandi
per poterli cullare,
mani più forti
per poterli salvare,
giorni più lunghi
per poterli incontrare.

E a volte vorrei correre, correre,
per poterli scordare…

Della stessa autrice:
Sei