Versi

Versi
(John Ciardi Boston, Massachusetts, USA 24/6/1916 – Metuchen, New Jersey, USA 30/3/1986)

Non ho seguito esattamente un modo di vivere
ma mi ha stupito l’ape e la ricchezza del vento
era quasi credibile. Ascoltando ridere una gazza

in una città fantasma nel Wyoming, dicendo Ciao
a Cambridge, mangiando formaggio in riva allo spumoso Reno,
appoggiandomi a un plexiglas a Tokio,

non ho saputo costruire una vita con tutte
le esistenze che ho frequentato. Ancora l’ape
mi stupiva, e non mi preoccupavo di chiedere

conto al vento. Solo una volta, a Pompei,
sono caduto in un sogno che ho compreso,
e mi sono svegliato per scoprire che non avevo perso la strada.

(Da: Da persona a persona, 1964)

Un bacio, di primo mattino

Un bacio, di primo mattino
(Achim von Arnim Berlino, Germania 26/1/1781 – Castello di Wiepersdorf, Germania 21/1/1831)

E’ troppo chiaro perché io dorma,
il giorno è entrato nella notte,
l’anima si riposa nel porto,
sono felice d’essere sveglio.

Tutta l’anima ho reso
al primo bacio:
perché dovrei affliggermi
se ha trovato una casa?

Ha trovato una casa l’anima
sulle sue belle labbra:
o momenti felici,
com’è potuto accadere?

Che ancora dovrei vedere?
Tutto, tutto è in lei!
Che sentire, implorare ancora,
se già tutto ho avuto in dono?

Ho di che meditare,
sono stracolmo di gioia
e tutti i miei pensieri sono rapiti in lei!

L’azzurro del mediterraneo

L’azzurro del mediterraneo
(Anselmo De Filippis n. a Roma nel 1966)

l’azzurro del mediterraneo
scrostato sulle porte delle case bianche
avvolto nello iodio del mare
dipinto sul fondo delle immagini dei santi
sbeccato su piatti e tazzine
di caffè, yogurt o miele
ricamato su tovaglie imbandite
impresso su ceramiche
per ornare terrazze e balconi

l’azzurro originario
dipinto sulla prua delle barche
e prima ancora sulle vele
copiato dall’azzurro del cielo
scudo compatto e sconfinato
sopra l’ingegno
le passioni
e gli infiniti modi
di comunicare e bestemmiare
che solo i mediterranei hanno

Il primo giorno

Il primo giorno
(Agnolo Poliziano Montepulciano, SI 14/7/1454 – Firenze 29/9/1494)

Il primo giorno che ti vidi mai,
disposi d’amarti fedelmente,
se tu vai, io vo; sto, se tu stai;
e quel che fai tu fo similmente:
i’ sono contento, se tu letizia hai;
e se tu hai mal, ne sono dolente;
se piangi, i’ piango; e se tu ridi, i’ rido.
È questo che ‘l comanda Amor Cupido.

(Da: Rime, 1495)

Dello stesso autore: Ben venga maggioI’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino

Sono donna

Sono donna
(Dorothy Porter Sydney, Australia 26/3/1954 – Melbourne, Australia 10/12/2008)

Non sono tosta
né stravagante né stoica.
Crollo
dopo vino, sesso
o discorsi profondi.
Le strade mi deprimono
quando si svuotano
sono donna
mi spavento.

(Da: La maschera di scimmia, 1999)

Vorrei diventare acqua

Vorrei diventare acqua
(Canto armeno del XIX sec.)

Vorrei diventare acqua,
confondermi ai fiumi dell’acqua abbondante,
risalire alla loro sorgente.
Così la mia bella verrebbe a riempire la brocca,
nella brocca entrerei gorgogliando.
Lei metterebbe la brocca sulla spalla:
io le sgocciolerei per i seni.

Vieni dormi con me e sii il mio amore

Vieni dormi con me e sii il mio amore
(Lawrence Ferlinghetti n. a New York, Usa il 24/3/1919)

Vieni dormi con me e sii il mio amore
amore dormi con me
sdraiati con me
sotto il cipresso
nell’erba dolce
dove il vento giace
dove il vento muore
mentre la notte passa
vieni dormi con me
tutta la notte con me
e baciami fin che vuoi
e amami fin che vuoi
e lascia che le nostre anime si parlino
tutta la notte sotto il cipresso
senza fare l’amore

(Da: Partendo da San Francisco, 1961)

Dello stesso autore: Alzate la voce!Il mondo è un bel postoIo sono il cronista di un giornale?Sia commiserata la nazione

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla
(Percy Bysshe Shelley Field Place, Sussex, Regno Unito 4/8/1792 – Viareggio, LU 8/7/1822)

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla,
Tu non temere i miei;
Profondamente il mio spirito è oppresso
Per opprimere il tuo.

Temo il tuo viso, la tua voce, i tuoi gesti,
Tu non temere i miei;
E’ innocente l’affetto del mio cuore
Con cui adoro il tuo.

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Canto degli spiriti sull’acqua

  Giornata mondiale dell’acqua

Canto degli spiriti sull’acqua
(Johann Wolfgang von Goethe Francoforte sul Meno, Germania 28/8/1749 – Weimar, Germania 22/3/1832)

L’anima dell’uomo
È simile all’acqua
Viene dal cielo
Risale al cielo
A terra di nuovo
Ridiscende
In eterna vicenda

Scorre dall’alto
Lastrone ripido
Il raggio puro
Poi si polverizza soavemente
In nebulose onde
Contro lisce rupi
E accolto lievemente
Scorre velato
Con un fumo sottile nella sua corsa
Verso l’abisso

Le scogliere si ergono
Contro la caduta
Spumeggia di malumore
Gradualmente
Verso il precipizio

Nel letto piano
S’insinua nella valle
E nel mare piatto
Pascolano il suo viso
Tutti gli astri

Ma dolce amante
Dell’onda è il vento
E talvolta dal fondo
Suscita flutti spumeggianti

Anima dell’uomo
Come somigli all’acqua!
Destino dell’uomo
Come somigli al vento!

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Primavera

 

  Giornata Mondiale della Poesia

Primavera
(William Blake Londra, Regno Unito 28/11/1757 – Londra, Regno Unito 12/8/1827)

Suoni il Flauto!
ch’ora è muto.
E gli uccelli
giochin sempre;
usignoli
nella valle,
tordi in Cielo,
lieti lieti,
lieti l’Anno a festeggiare.

Ragazzino
tutto brio;
Ragazzina
dolce e piccola;
canta il gallo,
così voi;
gaia voce
il vostro chiasso,
lieti l’Anno a festeggiare.

Agnellino
eccomi qua;
vieni e leccami
sul collo;
fa’ ch’io tiri
il liscio Vello;
fa’ ch’io baci
il tuo musetto:
lieti l’Anno festeggiamo.

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