La bolla di sole

La bolla di sole
(Miguel Barbosa Lisbona, Portogallo 23/11/1925 – Lisbona, Portogallo 10/10/2019)

Ogni volta che l’amore
     ti chiama
     e mi separa da te
la parte più recondita
     del mio corpo
si perde
     in una piccola bolla
     di Sole
che fluttuando nel Cielo
     crea translucidi
mondi
     dove scoppiano
altre piccole bolle
     che non vedrò mai

Il gelsomino notturno

Il gelsomino notturno
(Giovanni Pascoli San Mauro di Romagna, FC 31/12/1855 – Bologna 6/4/1912)

E s’aprono i fiori notturni
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

(Da: Canti di Castelvecchio, 1903)

Dello stesso autore: A Roma eternaDalla spiaggiaIo ti dirò che t’amo!L’aquiloneL’imbrunireLa BefanaLa Domenica dell’OlivoLa felicitàLa voce dei poveriLe ciaramelleNovembrePiantoSognoX agosto

Versi

Versi
(John Ciardi Boston, Massachusetts, USA 24/6/1916 – Metuchen, New Jersey, USA 30/3/1986)

Non ho seguito esattamente un modo di vivere
ma mi ha stupito l’ape e la ricchezza del vento
era quasi credibile. Ascoltando ridere una gazza

in una città fantasma nel Wyoming, dicendo Ciao
a Cambridge, mangiando formaggio in riva allo spumoso Reno,
appoggiandomi a un plexiglas a Tokio,

non ho saputo costruire una vita con tutte
le esistenze che ho frequentato. Ancora l’ape
mi stupiva, e non mi preoccupavo di chiedere

conto al vento. Solo una volta, a Pompei,
sono caduto in un sogno che ho compreso,
e mi sono svegliato per scoprire che non avevo perso la strada.

(Da: Da persona a persona, 1964)

Un bacio, di primo mattino

Un bacio, di primo mattino
(Achim von Arnim Berlino, Germania 26/1/1781 – Castello di Wiepersdorf, Germania 21/1/1831)

E’ troppo chiaro perché io dorma,
il giorno è entrato nella notte,
l’anima si riposa nel porto,
sono felice d’essere sveglio.

Tutta l’anima ho reso
al primo bacio:
perché dovrei affliggermi
se ha trovato una casa?

Ha trovato una casa l’anima
sulle sue belle labbra:
o momenti felici,
com’è potuto accadere?

Che ancora dovrei vedere?
Tutto, tutto è in lei!
Che sentire, implorare ancora,
se già tutto ho avuto in dono?

Ho di che meditare,
sono stracolmo di gioia
e tutti i miei pensieri sono rapiti in lei!

L’azzurro del mediterraneo

L’azzurro del mediterraneo
(Anselmo De Filippis n. a Roma nel 1966)

l’azzurro del mediterraneo
scrostato sulle porte delle case bianche
avvolto nello iodio del mare
dipinto sul fondo delle immagini dei santi
sbeccato su piatti e tazzine
di caffè, yogurt o miele
ricamato su tovaglie imbandite
impresso su ceramiche
per ornare terrazze e balconi

l’azzurro originario
dipinto sulla prua delle barche
e prima ancora sulle vele
copiato dall’azzurro del cielo
scudo compatto e sconfinato
sopra l’ingegno
le passioni
e gli infiniti modi
di comunicare e bestemmiare
che solo i mediterranei hanno

Il primo giorno

Il primo giorno
(Agnolo Poliziano Montepulciano, SI 14/7/1454 – Firenze 29/9/1494)

Il primo giorno che ti vidi mai,
disposi d’amarti fedelmente,
se tu vai, io vo; sto, se tu stai;
e quel che fai tu fo similmente:
i’ sono contento, se tu letizia hai;
e se tu hai mal, ne sono dolente;
se piangi, i’ piango; e se tu ridi, i’ rido.
È questo che ‘l comanda Amor Cupido.

(Da: Rime, 1495)

Dello stesso autore: Ben venga maggioI’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino

Sono donna

Sono donna
(Dorothy Porter Sydney, Australia 26/3/1954 – Melbourne, Australia 10/12/2008)

Non sono tosta
né stravagante né stoica.
Crollo
dopo vino, sesso
o discorsi profondi.
Le strade mi deprimono
quando si svuotano
sono donna
mi spavento.

(Da: La maschera di scimmia, 1999)

Vorrei diventare acqua

Vorrei diventare acqua
(Canto armeno del XIX sec.)

Vorrei diventare acqua,
confondermi ai fiumi dell’acqua abbondante,
risalire alla loro sorgente.
Così la mia bella verrebbe a riempire la brocca,
nella brocca entrerei gorgogliando.
Lei metterebbe la brocca sulla spalla:
io le sgocciolerei per i seni.

Vieni dormi con me e sii il mio amore

Vieni dormi con me e sii il mio amore
(Lawrence Ferlinghetti n. a New York, Usa il 24/3/1919)

Vieni dormi con me e sii il mio amore
amore dormi con me
sdraiati con me
sotto il cipresso
nell’erba dolce
dove il vento giace
dove il vento muore
mentre la notte passa
vieni dormi con me
tutta la notte con me
e baciami fin che vuoi
e amami fin che vuoi
e lascia che le nostre anime si parlino
tutta la notte sotto il cipresso
senza fare l’amore

(Da: Partendo da San Francisco, 1961)

Dello stesso autore: Alzate la voce!Il mondo è un bel postoIo sono il cronista di un giornale?Sia commiserata la nazione

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla
(Percy Bysshe Shelley Field Place, Sussex, Regno Unito 4/8/1792 – Viareggio, LU 8/7/1822)

Temo i tuoi baci, mia dolce fanciulla,
Tu non temere i miei;
Profondamente il mio spirito è oppresso
Per opprimere il tuo.

Temo il tuo viso, la tua voce, i tuoi gesti,
Tu non temere i miei;
E’ innocente l’affetto del mio cuore
Con cui adoro il tuo.

Dello stesso autore: Dedica a MaryDomaniFilosofia dell’amoreIl tempo passatoSerenata indianaTempo

Vai alla barra degli strumenti