La mia speranza

La mia speranza
(Ernesto Olivero n. a Mercato San Severino, SA il 24/5/1940)

La mia speranza
è come il battito del mio cuore,
a volte un po’ affannato,
a volte un po’ più lento,
ma sempre presente
come il respiro della mia vita.
Come quando dormo
non mi accorgo di respirare,
così quando tutto è buio
la speranza emerge in me
come un canto.

(Da: Preghiere metropolitane)

Possesso/lei

Possesso/lei
(Lupe Cotrim San Paolo, Brasile 16/3/1933 – San Paolo, Brasile 18/2/1970)

Innanzitutto il ritmo del tuo corpo.
Tessevi le parole e le tue mani
Stringevano fantasmi fortemente.
Le parole assumevano un aspetto,
un modo d’ essere,
un movimento alterno della stanza.

Il tuo guardare mi percorse tutta
E fui strada, pianura,
distesa d’acqua,
cosa, gente. E lasciai che proseguisse:
un oscuro richiamo ti cercava.
Noi eravamo stranamente un viaggio.

(Da: Poemi all’autunno, 1969)

Il gatto

Il gatto
(Charles Baudelaire Parigi, Francia 9/4/1821 – Parigi, Francia 31/8/1867)

I

Nel mio cranio passeggia e si dimena
(signore d’un palazzo senza porte)
un gatto fiero, flessuoso, forte;
quando miagola s’ode lieve appena,
tanto il suo timbro è tenero e discreto;
ma, sia che s’alzi o che s’avvalli l’onda
musicale, la nota è sempre fonda,
ricca di un incantevole segreto.

Questa voce m’avvolge con sue spire
tremule, filtra in ogni mia latebra;
come una strofa armoniosa ed ebra
m’esalta, come un magico elisire.

Ogni più cruda pena ella consola,
chiude in sé tutte l’estasi, e se deve
dirmi una frase, che sia lunga o breve,
dolce si esprime senza dir parola.

Archetto non esiste che più morda
sul mio cuore, sensibile lento,
e faccia regalmente con acuto
trillo vibrarne la più tesa corda,
della tua voce, o musico animale,
gatto misterioso, serafino,
in cui tutto, incantesimo divino,
è così lieve, dolce, angelicale.

II

Tale un profumo emana dal suo manto
soffice a strisce alterne, fulva-nera,
che m’ha stregato, avendolo una sera
carezzato una volta, una soltanto.
Egli è il folletto tutelare mio,
l’ispiratore; nel suo chiuso impero
è despota, sì ch’io lo credo invero
un essere fatato, un mago, un dio.

Quando il mio sguardo verso questo caro
gatto, più caro d’una dolce amante,
si rivolge attirato, nell’istante
che a scrutare in me stesso mi preparo,

nell’ombra, stupefatto, ecco discerne
l’iridi sue di fosforo verdastro,
viventi opali dai riflessi d’astro,
vigili e fisse come due lanterne.

(Da: I fiori del male)

Dello stesso autore: Armonia della seraCanto d’autunnoConversazioneCorrispondenzeElevazioneIl gattoIl rinnegamento di San PietroIl soleLa musicaL’orologioTristezze della lunaUn emisfero in una chiomaUna carogna

A Te, unica da e per sempre

A Te, unica da e per sempre
(Lois Pereiro Monforte de Lemos, Spagna 16/2/1958 – La Coruña, Spagna 24/5/1996)

a Te, unica da e per sempre,
qualsiasi cosa tu faccia e ovunque tu sia

per Lei, che mi ha recuperato senza dolore fra
poesie; tutto ciò che posso e che ancora ho

per Lei, Lei e Lei,
al mio fianco sempre, e io in loro

e a tutte Loro, quelle che furono, sono e saranno
oggetto e causa
di quest’amore che resuscita illimitato

(Da: Poesia ultima di amore e malattia, 2017)

(Traduzione di Marco Paone)

A metà febbraio

A metà febbraio
(Rosita Copioli n. a Riccione, RN nel 1948)

È a metà febbraio
che i merli iniziano
tra i vapori sulla terra rugosa
prima dell’alba a sorpresa
canti arricciolati gorgheggi
in sordina, prove
sotto tono,
loro, che sono così sfacciati.
Ma pochi giorni bastano
aumentano il volume
come le grasse gemme
verdi dei narcisi sfrecciano
dai bulbi forando
una terra crepata, fossile,
regredita nei geli,
sprigionano gorgogli
sempre più sonori
come da bulbi lucenti
di carbone fossile,
non è ancora marzo, e sono
fanfare, araldi, bande, quartetti
slanciati insolenti
questi bardi
scatenati
della primavera.

(Da: Il postino fedele, 2008)

Della stessa autrice: L’amore dell’amoreSe dev’essere eguaglianza

Definizione dell’amore

Definizione dell’amore
(Opal Palmer Adisa n. a Kingston, Giamaica il 6/11/1954
Devorah Major n. a Berkeley, California, USA il 9/4/1952
in arte The Daughters of Yam
)

se ti amo solo se tu mi ami
non ti amo –
amo l’idea di amarti
ma non sono del tutto sicura di come arrivare fin lì

se penso che l’amore è un patto
un affare da concludere
o qualcosa nella quale posso entrare
o uscire, non amo affatto –

una volta che l’amore c’è può cambiare forma
ma non scompare mai del tutto

posso amarti anche
se vai via
amarti non richiede
la tua partecipazione
solo la tua esistenza

ma amarti significa
amarti troppo
lasciare che tu abusi di me
significa creare una distanza
tra noi se tu diventi
meno di quello che dovresti essere
con il bisogno di ferire

amarti
è amare la tua essenza
è amare la tua forza vitale
è incoraggiarti con passione
sul tuo percorso di bontà

il mio amore è solo una eco distante
dell’amore che è
il respiro della creazione
che ci ha portato qui –
quando amo sento quel battito
e sono tanto più viva

quanto più amo
quanto più amo
quanto più amo
quanto più amo
te
te
te
te

(Napolipoesia nel Parco, Napoli, 2009)

( Baci alla mia Signora ieri, oggi e per sempre. )

Un fiore sulla mano di una donna

Brani da:
Un fiore sulla mano di una donna
(Fatima Naoot n. a Il Cairo, Egitto il 18/9/1964)

[…]

Ogni volta che muore un uomo
sboccia un fiore
sulla mano di una donna.

[…]

Il mazzo di rose
che tra un minuto avrò in mano
è portato da una mano che perfeziona le parole
è la stessa mano
che conosce le metafore e le lettere
e che mi ha insegnato
che anche le rose
mentono.

[…]

La tua assenza
giunge sempre a testa bassa
vaga come al solito per le stanze
prima di chiedere la cena e il caffè
si accerta che i piccoli siano dentro di me
e il perdono
dietro le mie orecchie
poi si affaccia al balcone
e caccia gli angeli che si sono accalcati dietro le finestre
ogni volta
solleva il soffitto di qualche centimetro
e non fa nulla.
Ho forse detto che viene a testa bassa?
Forse ho esagerato un po’
la tua assenza non viene
è qui.

[…]

Gli infelici
hanno dimenticato che dietro le loro orecchie
ci sono le branchie
e non riescono a respirare.

[…]

La finestra distoglie lo sguardo dal mondo
e inizia a osservare me.

[…]

Il tuo corpo è stato consumato dalle donne.
Il mio corpo
È stato consumato dalla ruggine.

[…]

(Da: "Non ho peccato abbastanza", antologia di poetesse arabe contemporanee)

Della stessa autrice: Angelo

Educato alla guerra

Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato

Educato alla guerra
(Viola Ciulli n. a Pontedera, PI nel 1999)

Impugna
Carica
Mira
Premi il grilletto.
Impugna
Carica
Mira
Premi il grilletto
Non c’è un uomo davanti a te,
c’è un nemico.
La regola è
o te o lui.
Questo è tutto quello che devi sapere,
tutto quello che devi imparare.
Quanti anni hai?
11.
Come ti chiami?
Mi chiamano 21.
Perché?
Perché ho premuto 21 volte il grilletto.
Sai che uccidere è sbagliato?
Cos’è “sbagliato”?
Significa che non è giusto.
Cos’è “giusto”?
… non sei andato a scuola?
No.
Sai scrivere? Leggere?
No.
Sai cos’è questo?
Si.
Cos’è?
Un fucile.
Perché hai un fucile e non un libro, una matita?
Perché non mi sono stati dati né libro né matita.

(2014)

Al crepuscolo

Al crepuscolo
(
Pär Fabian Lagerkvist Växjö, Svezia 23/5/1891 – Stoccolma, Svezia 11/7/1974 – Premio Nobel per la letteratura 1951)

È al crepuscolo che ci si isola,
alla caduta del sole.

È allora che si abbandona tutto.
Il pensiero si chiude nella sua tenda di ragnatela
e il cuore dimentica i motivi della sua angoscia.
Il viandante del deserto abbandona il suo campo,
che presto scomparirà sotto la sabbia
e prosegue il suo viaggio nella quiete della notte
guidato da enigmatiche stelle.

Dello stesso autore: Uno sconosciuto è il mio amico

Il prato bianco

Il prato bianco
(Francesco Scarabicchi n. ad Ancona il 10/2/1951)

Porto in salvo dal freddo le parole,
curo l’ombra dell’erba, la coltivo
alla luce notturna delle aiuole,
custodisco la casa dove vivo,
dico piano il tuo nome, lo conservo
per l’inverno che viene, come un lume.

(Da: Il prato bianco)

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